Gli esoscheletri robotici: un nuovo tipo di tecnologia da indossare.

I robot sostituiranno l’uomo o collaboreranno con lui?

Ora ci si focalizza su un’altra possibilità, ovvero quella che i robot possano rivestire il ruolo di aiuto e supporto fisico per l’uomo.

Come? Iuvo ve lo spiega.

 

Iuvo, società spin-off dell’Istituto di Robotica della Scuola Superiore di Sant’Anna (Pisa), lancia un robot con una funzionalità diversa dai già conosciuti cobot e robot industriali: gli esoscheletri robotici. Due importanti realtà internazionali stanno supportando e finanziando tale progetto: Comau, operante nel mondo della robotica, e Össur, in quello della bionica. Un nuovo progetto che guarda ai robot come mezzo per il miglioramento della qualità di vita dell’uomo sia all’interno della fabbrica che al suo esterno.

Come possono migliorare la qualità di vita dell’uomo? Come possono essere utilizzati?

 

Questa nuova prospettiva del mondo della robotica è resa possibile grazie all’affidabilità di questi robot. Con questi esoscheletri la singola persona non sono collabora ma vive in simbiosi, senza ostacoli ne barriere.

Questa nuova visione della robotica permette di promuovere sia l’indipendenza che il benessere dell’uomo. Si pensi ad una persona che presenta una più o meno grave incapacità motoria, un robot di questo tipo può permettergli di recuperare in parte o completamente la sua mobilità o di ridurre lo sforzo necessario per compiere un certo movimento. Sotto l’aspetto riabilitativo sicuramente una tecnologia di questo tipo offre vantaggi un tempo inimmaginabili. Ma quali sono gli utilizzi all’interno delle aziende?

La domanda sorge spontanea nel momento in cui abbiamo già a nostra disposizione robot industriali e collaborativi. Spesso questi vengono utilizzati in quelle che sono le operazioni maggiormente standardizzate, alienanti e frustranti all’interno della fabbrica (si pensi alle attività di carico/scarico, movimentazione e assemblaggio). I robot permettono inoltre di migliorare le condizioni ergonomiche di lavoro degli operatori all’interno del processo produttivo. Quello che possono permettere questi esoscheletri è quello di combinare due necessità potendo utilizzare la creatività e l’intelletto dell’uomo in situazioni di elevato sforzo fisico o di precarie condizioni di sicurezza. Non si può sapere come reagirà il mercato e il mondo dell’industria a questa innovazione ma  sicuramente questa elimina l’indiscrezione da parte dei lavoratori di vedersi sostituiti nella propria mansione da una macchina.